Che proprietà ha la lavanda e perché è così interessante sotto il profilo economico?
La lavanda è nota per le caratteristiche proprietà calmanti, ansiolitiche, antimicrobiche e antinfiammatorie. L’olio essenziale è ricco di sostanze funzionali come terpeni, tannini, flavonoidi, derivati cumarinici, acido rosmarinico e fitosteroli. La lavanda agisce sul sistema nervoso centrale con azione sedativa e ansiolitica e, inoltre, favorisce il rilassamento muscolare. L’olio essenziale ha anche un’accertata attività antibatterica. Grazie alla sua attività sul sistema nervoso, la lavanda è usata contro irrequietezza, insonnia, nervosismo, depressione e per lenire lievi condizioni dolorose. Anche nei bambini può essere impiegata nel trattamento degli stati ansiosi, lievi o moderati. I fiori di lavanda sono antisettici e disinfettanti e possono essere impiegati nell’influenza in quanto migliorano anche le secrezioni bronchiali. Inoltre l’olio essenziale di lavanda è apprezzato come repellente per zanzare e altri insetti. Molti sono i prodotti trasformati della Lavanda ed i possibili usi spaziano dal settore della cosmesi, farmaceutica agli utilizzi alimentari, erboristici e ornamentali. Alcune lavorazioni possono essere fatte direttamente in azienda e possono offrire una buona integrazione al reddito agricolo, tra l’altro sono adatte all’imprenditorialità e al lavoro femminile. La lavanda può essere utilizzata, da sola o in mescolanza con altre spezie, come aromatizzante nella preparazione di alimenti, in cui si possono utilizzare anche altri ingredienti, quali olio, aceto, senape, precedentemente profumati con la lavanda, senza dimenticare l’uso del miele monoflora che può essere prodotto accanto alle coltivazioni. Le qualità estetiche ed olfattive del fiore di lavanda si prestano facilmente alla creazione di oggetti per l’arredo ornamentale e la profumazione di ambienti: profuma biancheria, lampade ad olio, pot-pourri, centrotavola, sacchetti profumati, candele di cera o gelatina, diffusori, profumatori, ecc.
Le condizioni climatiche e l’ambiente ideale
La prima cosa da precisare quando si parla di lavanda è la forte adattabilità e resistenza, caratteristiche basilari della pianta stessa. La lavanda è una pianta sempreverde e il suo cespuglio non è quasi mai spoglio. Grazie alla sua grande adattabilità al terreno e in egual misura anche al clima è possibile coltivare la lavanda dal Nord al Sud Italia, di fatto questa pianta sopporta bene tutti i climi, sia quelli molto caldi, sia quelli rigidi invernali, resistendo a temperature fino a -15°. Il terreno adatto per coltivare la lavanda deve essere ben esposto al sole, e in una zona molto ventilata in pieno campo. Una condizione sfavorevole e dannosa è segnata dai ristagni idrici, da evitare in qualsiasi caso. Per questo motivo le annaffiature non devono essere abbondanti ed esagerate. Per quanto riguarda la concimazione, la lavanda non ha particolari esigenze, l’unico momento ideale ed indicato è il mese di aprile, ovvero il periodo più vigoroso per la pianta stessa.
Aspetti tecnici
La durata dell’impianto è stimata in 13/15 anni ma non è raro trovare impianti con più di 20 anni. La resa dell’impianto di lavanda si potrà avere dal secondo anno con un mezzo raccolto, tra il 50 e il 60 % della piena produzione. La massima resa si otterrà dal terzo anno in poi. Lo sfalcio avviene da metà giugno a ottobre compreso, ed è possibile procedere in tre fasi a seconda del prodotto agricolo che si vuole ottenere. La durata stimata di un impianto è tra 13 e 15 anni. La qualità di produzione del raccolto varia in base alle caratteristiche del microclima, e alla fertilità del terreno. La manutenzione dell’impianto è minima. Sarà cura del nostro tecnico offrirvi tutte le informazioni sulla gestione dell’impianto e sulle modalità di raccolta.