Lavanda

Lavanda

Lavanda o lavandula classificata con questo nome per alludere che venisse usata come detergente per il corpo. Tipica della Provenza per l’Europa, ma altrettanto insediata dall’Arabia all’Asia, dal nord Africa all’India. Ha l’aspetto di un cespuglio per le specie annuali, ed arbustive per quelle perenni. Con infiorescenze sessili a spiga, le foglie sono lanceolate e fascicolate dalla base del fusto. Spesso usata in cucina come aromatizzate, in farmacia e per i liquori.

È molto profumata e conserva a lungo il suo aroma.
Utilizzata per profumare la profumare la biancheria, era utilizzata anche dagli antichi come portafortuna e magie. Utilizzata a fini cosmetici, digestivi, per le otiti e come antisettico, decongestionante ed antidepressivo. Il suo estratto viene utilizzato in profumeria e come aiuto per i capelli grassi. Amata dalle api, recentemente si trova in commercio anche il miele.

Perché coltivare la lavanda?
Questa pianta è utilizzata fin dall’antichità in molte aree del mondo, ed il suo nome è sempre stato associato all’igiene personale. Il nome lavanda (o lavandula) deriva infatti dal latino e testimonia il fatto che questa pianta fosse conosciuta per usi legati alla detersione. L’uso cosmetico della lavanda è arrivato fino ai giorni nostri; infatti questa pianta è utilizzata tutt’ora come olio essenziale in cosmetica, sia da solo sia come ingrediente per altri prodotti. Tuttavia la lavanda può essere utilizzata anche a fini alimentari, per insaporire cioccolato o biscotti, ma anche per tisane o infusi. La pianta essiccata è utilizzata anche come componente per detergenti per la casa, come deodorante per ambienti e per i piccoli spazi, ma talvolta è utilizzata all’interno di composizioni floreali fresche o secche, soprattutto grazie al suo profumo caratteristico e alla tipica colorazione violacea.

La nostra lavanda

La Lavanda officinalis o Lavandula angustifolia è un’erbacea perenne originaria del bacino del Mediterraneo. Gradisce particolarmente le posizioni soleggiate e ventilate ma resta in ogni caso una pianta molto rustica poichè tollera il freddo e il torrido. Particolarmente attrattiva per gli insetti pronubi utili.
ALTEZZA: 40/80 cm
FOGLIAME: erbacea perenne sempreverde
FIORITURA: da giugno a luglio
UTILIZZI VARI: in cucina; in medicina; in profumeria; in erboristeria e come fiore reciso.

Che proprietà ha la lavanda e perché è così interessante sotto il profilo economico?
La lavanda è nota per le caratteristiche proprietà calmanti, ansiolitiche, antimicrobiche e antinfiammatorie. L’olio essenziale è ricco di sostanze funzionali come terpeni, tannini, flavonoidi, derivati cumarinici, acido rosmarinico e fitosteroli. La lavanda agisce sul sistema nervoso centrale con azione sedativa e ansiolitica e, inoltre, favorisce il rilassamento muscolare. L’olio essenziale ha anche un’accertata attività antibatterica. Grazie alla sua attività sul sistema nervoso, la lavanda è usata contro irrequietezza, insonnia, nervosismo, depressione e per lenire lievi condizioni dolorose. Anche nei bambini può essere impiegata nel trattamento degli stati ansiosi, lievi o moderati. I fiori di lavanda sono antisettici e disinfettanti e possono essere impiegati nell’influenza in quanto migliorano anche le secrezioni bronchiali. Inoltre l’olio essenziale di lavanda è apprezzato come repellente per zanzare e altri insetti. Molti sono i prodotti trasformati della Lavanda ed i possibili usi spaziano dal settore della cosmesi, farmaceutica agli utilizzi alimentari, erboristici e ornamentali. Alcune lavorazioni possono essere fatte direttamente in azienda e possono offrire una buona integrazione al reddito agricolo, tra l’altro sono adatte all’imprenditorialità e al lavoro femminile. La lavanda può essere utilizzata, da sola o in mescolanza con altre spezie, come aromatizzante nella preparazione di alimenti, in cui si possono utilizzare anche altri ingredienti, quali olio, aceto, senape, precedentemente profumati con la lavanda, senza dimenticare l’uso del miele monoflora che può essere prodotto accanto alle coltivazioni. Le qualità estetiche ed olfattive del fiore di lavanda si prestano facilmente alla creazione di oggetti per l’arredo ornamentale e la profumazione di ambienti: profuma biancheria, lampade ad olio, pot-pourri, centrotavola, sacchetti profumati, candele di cera o gelatina, diffusori, profumatori, ecc.

Le condizioni climatiche e l’ambiente ideale

La prima cosa da precisare quando si parla di lavanda è la forte adattabilità e resistenza, caratteristiche basilari della pianta stessa. La lavanda è una pianta sempreverde e il suo cespuglio non è quasi mai spoglio. Grazie alla sua grande adattabilità al terreno e in egual misura anche al clima è possibile coltivare la lavanda dal Nord al Sud Italia, di fatto questa pianta sopporta bene tutti i climi, sia quelli molto caldi, sia quelli rigidi invernali, resistendo a temperature fino a -15°. Il terreno adatto per coltivare la lavanda deve essere ben esposto al sole, e in una zona molto ventilata in pieno campo. Una condizione sfavorevole e dannosa è segnata dai ristagni idrici, da evitare in qualsiasi caso. Per questo motivo le annaffiature non devono essere abbondanti ed esagerate. Per quanto riguarda la concimazione, la lavanda non ha particolari esigenze, l’unico momento ideale ed indicato è il mese di aprile, ovvero il periodo più vigoroso per la pianta stessa.

Aspetti tecnici
La durata dell’impianto è stimata in 13/15 anni ma non è raro trovare impianti con più di 20 anni. La resa dell’impianto di lavanda si potrà avere dal secondo anno con un mezzo raccolto, tra il 50 e il 60 % della piena produzione. La massima resa si otterrà dal terzo anno in poi. Lo sfalcio avviene da metà giugno a ottobre compreso, ed è possibile procedere in tre fasi a seconda del prodotto agricolo che si vuole ottenere. La durata stimata di un impianto è tra 13 e 15 anni. La qualità di produzione del raccolto varia in base alle caratteristiche del microclima, e alla fertilità del terreno. La manutenzione dell’impianto è minima. Sarà cura del nostro tecnico offrirvi tutte le informazioni sulla gestione dell’impianto e sulle modalità di raccolta.